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Bognanco, una valle verdissima, un angolo di Piemonte lontano da ogni forma di inquinamento, con un clima molto dolce e con sorgenti termali che l' hanno reso famosa nel mondo.
La stagione termale, da maggio ad ottobre, é allietata da una miriade di manifestazioni.
Una qualificata assistenza medica, una piscina termale coperta, un centro medico per la balneoterapia, inalazioni, palestra, sauna, ecc., manifestazioni, una rinomata ospitalità alberghiera consentono una sana vacanza a tutto relax.
Ma Bognanco non è solo Terme: ampio, solenne e suggestivo è l'anfiteatro alpestre che la sovrasta, dal Fornalino al Monscera, dove le latifoglie lasciano posto alle conifere ed ai liberi pascoli: itinerari ideali per escursioni nella zona del confine italo-elvetico, il Pioltone, l'Azoglio, il Pizzo Straciugo dalla cui sommità si gode un incomparabile panorama sulle Alpi e sul Lago Maggiore. Nella valle Bognanco si può andare a cercare funghi, mirtilli, fragole, in una natura incontaminata dove si respira a pieni polmoni l'aria della vita. |
Bognanco, rinomata stazione di cura termale e climatica è situata lungo il torrente Bogna in una fresca valle che si apre fra alti versanti rivestiti di castagneti e di abeti, tortuosa, ricca di bellissime visuali di carattere alpino. E un ottimo centro di soggiorno estivo dove la calura è vinta dall'esuberanza della flora , dalla ricchezza delle sue acque sorgive e dall'aria fresca della sua valle. Questa si allarga in alto in una conca verdeggiante di prati e boschi incoronata da aspre giogaie dove si estende la frazione di San Lorenzo. Il centro termale di Bognanco a 650 metri sul livello del mare, dista 7 km da Domodossola, tra il verde di una rigogliosa vegetazione arborea. Nella parte superiore dell'abitato sorge il complesso delle Terme, nel Parco delle Sorgenti, tra giardini e un folto bosco.
La stagione utile per la cura si protrae da Maggio a Ottobre. |
| Secondo la tradizione, le acque di Bognanco furono scoperte nel 1863 da una pastorella del luogo colpita dal sapore "ardente" della fonte alla quale aveva bevuto. Il parroco del paese, intuendo la possibilità di un buon affare, provvide immediatamente ad acquistare il fondo, a far analizzare l'acqua e a costituire una società per il suo sfruttamento e commercializzazione. Questo comportò inizialmente non poche difficoltà in quanto le bottiglie, che dovevano essere trasportate a spalle nelle gerle, tendevano a rompersi per l'azione del gas carbonico dell'acqua. |
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| Un avvocato pavese, Emilio Cavallini, che aveva tratto beneficio dalle cure idropiniche a Bognanco, acquistò la fonte ed i terreni circostanti scoprendovi altre sorgenti (Ausonia, Adelaide, San Lorenzo), e trasformò la cittadina in un centro di cura e di villeggiatura. Incidentalmente, l'acqua di Bognanco fu la prima in Italia ad essere imbottigliata con procedimento completamente automatizzato, dal 1928. |
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